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	<title>ALTA SCUOLA DI PELLETTERIA ITALIANA  &#124;  ASSOCIAZIONE SAN COLOMBANO</title>
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		<title>Gli imprenditori che battono la crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 08:31:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/pelle1-92322_300x200.jpg"/></p>“Crescita zero è un concetto che ormai spiega poco e niente. Anzi, nasconde molte cose. Non ci fa vedere come un pezzo dell’offerta italiana, quella capace di produrre valore aggiunto, si sia addirittura rafforzata. A scomparire sono state, invece, le aziende e le produzioni che non reggono la competizione con i nuovi Paesi produttori”, racconta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/pelle1-92322_300x200.jpg"/></p><p>“Crescita zero è un concetto che ormai spiega poco e niente. Anzi, nasconde molte cose. Non ci fa vedere come un pezzo dell’offerta italiana, quella capace di produrre valore aggiunto, si sia addirittura rafforzata. A scomparire sono state, invece, le aziende e le produzioni che non reggono la competizione con i nuovi Paesi produttori”, racconta <strong>Innocenzo Cipolletta</strong> che ha appena ultimato un’indagine sui processi di ristrutturazione dell’industria italiana in un’articolo apparso sul Corriere della Sera di domenica. Dalla sua, anche <strong>Michele Troncon</strong>i, presidente di Sistema Moda Italia, è convinto che a determinare la forza dell’offerta italiana sia la struttura di filiera che ci rende più continui dei francesi, specializzatisi invece nel retail. L’economia di filiera sembra così essere l’italian way per reggere alla crisi perché garantisce specializzazione continua assieme a flessibilità organizzativa.</p>
<p>Secondo uno studio della società di consulenza milanese <strong>Pambianco Strategie di Impresa</strong> ci sono una cinquantina di società quotabili del settore moda-abbigliamento e quasi tutte hanno un proprietario unico che coincide con il fondatore. Godono di ottimi brand, macinano utili e stanno attraversando la tempesta convinti di farcela, tanto che le banche d’affari li corteggiano per accompagnarli in Piazza Affari.</p>
<p>Altre sorprese arrivano dai distretti. Al primo posto di questa speciale classifica stilata dal Servizio studi e ricerche di <strong>Intesa Sanpaolo</strong> c’è il distretto della pelletteria e delle calzature di Firenze, cresciuto rispetto al 2008 del 24,5%, 450 milioni di euro in più. Griffe come Gucci, Ferragamo, Prada producono qui a conferma di una tradizione di eccellenza dovuta a competenze artigianali, qualità dei materiali e ricerca stilistica. Dopo Firenze spunta l’oreficeria di Valenza, in provincia di Alessandria. Il numero delle imprese è calato in questi anni ma il distretto è cresciuto, si sono salvati quelli che hanno continuato a credere nell’azienda e investito in tecnologia. Risultato: i grandi marchi continuano a comprare a Valenza. Anche i vini delle Langhe, Roero e Monferrato, hanno venduto nel 2011 ben 200 milioni di euro in più rispetto agli anni pre-crisi e precedono le macchine per l’imballaggio di Bologna, che si possono tranquillamente consolare visto che hanno sfondato in Cina, diventata il loro mercato più importante.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pambianconews.com/gli-imprenditori-che-battono-la-crisi/" target="_blank">PambiancoNews</a></p>
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		<title>Il 19 aprile a Firenze Recruiting Day per il settore pelletteria</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:24:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/recruiting_day-53202_300x200.jpg"/></p>Giovedì 19 aprile a Firenze si svolgerà il &#8220;Recruiting Day per il settore pelletteria&#8221; organizzato dall&#8217;Agenzia per il Lavoro Articolo1. Si cercano profili con esperienza nella lavorazione delle pelli e del cuoio, macchinisti per la cucitura, tagliatori e prototipisti. IL RECRUITING DAY Il &#8220;Recruiting Day per il settore pelletteria&#8221; si terrà giovedì 19 aprile dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/recruiting_day-53202_300x200.jpg"/></p><p><strong>Giovedì 19 aprile a Firenze si svolgerà il &#8220;Recruiting Day per il settore pelletteria&#8221;</strong> organizzato dall&#8217;Agenzia per il Lavoro Articolo1. Si cercano profili con esperienza nella <strong>lavorazione delle pelli e del cuoio, macchinisti per la cucitura, tagliatori e prototipisti.</strong></p>
<p><strong>IL RECRUITING DAY</strong><br />
Il &#8220;Recruiting Day per il settore pelletteria&#8221; si terrà giovedì 19 aprile dalle ore 10 alle 12 e nel pomeriggio dalle ore 15 alle 17 nella filiale di Firenze dell&#8217;agenzia per il lavoro Articolo1 (via Gordigiani 56/C). <strong>L’iniziativa è rivolta a coloro che abbiano esperienza nelle mansioni di:</strong></p>
<p><strong>- Addetto lavorazione a banco pelli e cuoio; </strong></p>
<p><strong>- Macchinista lavorazione e cucitura prodotti in pelle; </strong></p>
<p><strong>- Tagliatore e scarnitore pelletteria; </strong></p>
<p><strong>- Prototipista. </strong></p>
<p>Articolo1 sta cercando questi profili per alcune aziende clienti. I contratti possono essere sia di somministrazione sia di inserimento diretto in azienda con una contribuzione commisurata alla singola esperienza. Per partecipare è necessario portare con sè il proprio curriculum vitae e una fototessera.</p>
<p>ULTERIORI INFORMAZIONI<br />
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 055.3215360 oppure l&#8217;indirizzo e-mail <a href="mailto:toscana@articolo1.it" target="_blank">toscana@articolo1.it</a></p>
<p><a href="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/2012/04/Recruiting-day-pelletteria.pdf" target="_blank"><strong>Scarica qui la locandina dell&#8217;evento &gt;&gt;</strong></a></p>
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		<title>Firenze: a breve corso gratuito per operai pelletteria</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 10:23:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/borsa-185558_300x200.png"/></p>Si cercano 20 partecipanti al corso di formazione gratuito nel settore pelletteria, finalizzato all’inserimento lavorativo di operai, che si svolgerà presso l’Alta Scuola di Pelletteria Italiana di Scandicci, in provincia di Firenze. Il corso permetterà di acqusire le competenze per svolgere la mansione di Operaio addetto al montaggio, una figura indispensabile nell’industria dell’abbigliamento e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/borsa-185558_300x200.png"/></p><p>Si cercano<strong> 20 partecipanti</strong> al <strong>corso di formazione gratuito nel settore pelletteria</strong>, finalizzato all’inserimento lavorativo di operai, che si svolgerà presso l’<strong>Alta Scuola di Pelletteria Italiana</strong> di <strong>Scandicci</strong>, in provincia di <strong>Firenze</strong>.<br />
Il corso permetterà di acqusire le competenze per svolgere la mansione di <strong>Operaio addetto al montaggio</strong>, una figura indispensabile nell’industria dell’abbigliamento e della moda.</p>
<p><strong>DESTINATARI</strong><br />
I partecipanti ideali sono ragazzi <strong>in età di apprendistato</strong>, <strong>attualmente disoccupati</strong>, che abbiano preferibilmente realizzato brevi esperienze produttive nel settore pelletteria o moda. Non è richiesto il possesso di un particolare titolo di studio, <strong>basta la licenza media</strong>.</p>
<p><strong>DURATA E SEDE</strong><br />
Il corso, della durata complessiva di <strong>160 ore</strong> e di natura pratico/teorica si svolgerà presso l’<strong>Alta Scuola di Pelletteria Italiana</strong> di Scandicci, in provincia di Firenze, e vedrà occupati i partecipanti <strong>dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00</strong> (con un’ora di pausa pranzo). E’ richiesta disponibilità <strong>full time</strong> per circa <strong>quattro settimane</strong> durante<strong> il mese di Aprile</strong>. Il <strong>corso è gratuito</strong> e prevede una <strong>frequenza obbligatoria</strong>.</p>
<p><strong>CONTENUTO DIDATTICO</strong><br />
I partecipanti apprenderanno inizialmente quali sono i materiali utilizzati (pellami, stoffe, fodere) e quali sonoi macchinari e gli strumenti di lavoro necessari alla produzione di <strong>borse e portafogli</strong>. Successivamente inizieranno un percorso pratico che li vedrà impegnati nella realizzazione di prodotti in pelle al fine di conoscere tutte le fasi della lavorazione del settore: <strong>preparazione, taglio, montaggio e cucitura dei pezzi</strong>.</p>
<p><strong>COME CANDIDARSI</strong><br />
Al corso gratuito per operai pelletteria potranno partecipare <strong>20 allievi</strong>. La selezione è gestita dall’agenzia per il lavoro <strong>Gi Group</strong>. Per candidarsi è necessario inviare il proprio curriculum vitae, completo delle proprie esperienze lavorative e professionali, all’indirizzo email: <strong><a href="mailto:firenze.orsini@gigroup.com" target="_blank">firenze.orsini@gigroup.com</a></strong></p>
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		<title>Karlheinz Hofer interviene sulle pagine di Moda 24, il nuovo inserto de Il Sole 24 Ore</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 17:33:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/sole24ore-35603_300x200.jpg"/></p>Karlheinz Hofer, presidente dell&#8217;Alta Scuola di Pelletteria Italiana, intervistato da Silvia Pieraccini sulle pagine di Moda 24 (Il Sole 24 Ore), sottolinea come attualmente le figure più richieste dalle aziende siano quelle tecniche, soprattutto modellisti e prototipisti. Negli ultimi mesi però è in crescita anche la richiesta di profili adatti a lavorazioni di nicchia come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/sole24ore-35603_300x200.jpg"/></p><p><strong>Karlheinz Hofer</strong>, presidente dell&#8217;Alta Scuola di Pelletteria Italiana, intervistato da Silvia Pieraccini sulle pagine di <strong>Moda 24</strong> (Il Sole 24 Ore), sottolinea come attualmente le figure più richieste dalle aziende siano quelle tecniche, soprattutto modellisti e prototipisti. Negli ultimi mesi però è in crescita anche la richiesta di profili adatti a lavorazioni di nicchia come il taglio del pregiato, l&#8217;intreccio e le cuciture a mano. Alla richiesta di questo tipo di figure sempre più specializzate dà risposta l&#8217;offerta formativa della nostra Scuola attiva da più di 10 anni nel campo della formazione per il comparto pellettiero.</p>
<p><a href="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/2011/11/2012.03.02.-ASPI-ILSOLE24ORE_MODA24.pdf" target="_blank">Scarica qui l&#8217;articolo in pdf &gt;&gt;</a></p>
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		<title>Moda: borse e accessori, il Mipel lancia le nuove tendenze</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 12:07:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/mipel2-39960_300x200.jpg"/></p>Edizione 101 per la Mostra internazionale di pelleteria e accessorio in Fiera Milano dal 4 al 7 marzo. Le collezioni autunno - inverno 2012-13, con i nuovi marchi, le sfilate. Tendenze:ecco come saranno le borse. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/mipel2-39960_300x200.jpg"/></p><p>Cinquant’anni di vita, 101 edizioni, il <strong>Mipel</strong>, la <strong>Mostra internazionale di pelletteria e accessori</strong>, festeggia con questa edizione un traguardo importante. Il settore è infatti “l’altra faccia del sistema moda italiano,  quella che si intreccia con l’abbigliamento ma riesce anche a vivere di vita propria nel segno della creatività, del design, della produzione di un made Italy apprezzato e ricercato in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>101 Mipel &#8211; The Bag Show, recita il logo con cui si presenta in Fiera Milano dal 4 al 7 marzo</strong>, con le collezioni autunno inverno 2012-2013. Oltre <strong>400 i brand e 17.000 i buyers</strong> provenienti da tutti i continenti, sottolineano la validità di una fiera che si rinnova nel solco della tradizione perché accanto al layout consolidato dei padiglioni 8, 12, 16, offre anche momenti glamour come le catwalk, doppio appuntamento giornaliero (domenica, lunedì e martedì) con oltre 30 marchi in passerella, e ambiti culturali come la mostra “Bagagli e dettagli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Edizione numero 101 fra conferme e debutti di big della pelletteria come <strong>Fossil, Ermanno Scervino, Timberland, Gattinoni, Braccialini, Lesportsac, Desigual, Nannini e Nazareno Gabrielli</strong>. Con interessanti sinergie tra Mipel e altre manifestazioni nell’ambito delle Milano Fashion Weeks, come quello con Mifur (il salone della pellicceria), eventi che debuttano in contemporanea domenica 4 marzo e che allestiranno, ognuna al proprio interno, una “area tendenze” identica dove trovano la naturale coniugazione, capospalla e accessorio che si rivelano, più che mai, complementari. Si tratta di una modalità (e di una filosofia) espositiva che nasce dalla volontà degli organizzatori di innescare una costruttiva sinergia fra fiere, di fatto, contigue anche se allestite in luoghi differenti, Mipel a Rho e Mifur a Fieramilanocity.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ uno scambio interessante – commenta il <strong>presidente di Mipel &#8211; Aimpes Giorgio Cannara</strong> – che conferma, una volta di più, quanto importante sia agevolare i buyer, soprattutto stranieri, che vivono la Milano Fashion City durante le settimane della moda, facendo in modo che possano avere percezione tangibile di tutti i saloni che si svolgono in contemporanea”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Mipel è anche <em>laboratorio di studio e ricerca</em>, in questa edizione affidati ai giovani dell’Istituto Italiano di fotografia. Aimpes, associazione che promuove Mipel, e che raccoglie sotto la propria egida il meglio della produzione italiana di pelletteria, sta studiando nuovi format contro la piaga della contraffazione. E proprio Mipel è il <em>palcoscenico privilegiato per analizzare e premiare i migliori lavori sul tema realizzati dagli studenti</em>, che approfittano di questa edizione di marzo per studiare nuove metodologie anti falsificazione insieme agli espositori e all’associazione. I lavori definitivi diventeranno protagonisti di una mostra durante la rassegna 102 in programma a settembre e della prossima campagna di sensibilizzazione anti-falsi.</p>
<p><strong>TENDENZE</strong>: dimensioni medie, materiali pregiati, finiture artigianali e luminosità del colore. La borsa per la prossima stagione fredda sarà così.<br />
Meno “volume” Scegliere sarà semplice, perché saranno le condizioni di vita a dettare le regole. Su tutte prevarrà la dimensione media per borse da usare, come unica soluzione, dal mattino alla sera. Bags arricchite da molte tasche, destinate a contenere tutto il necessaire, e molte cerniere perché il must sicurezza non è tramontato. Ma la borsa sarà anche glamour, con i manici corti, da portare a mano o da appoggiare alla spalla. Ci sarà ancora qualche tracolla, qualche pochette e qualche sacca smisurata, ma saranno eccezioni. Si ridimensionano anche i volumi di ganci, fibbie e girelli, anche se le applicazioni continuano ad essere un elemento distintivo sui modelli.<br />
<strong>Materiali e applicazioni:</strong>Importanti saranno le lavorazioni inedite di materiali. Il cuoio tagliato a vivo, o trattato come filigrana e poi decorato come un pizzo. Oppure reso 3D. Poi resine preziose, metallo decorato e  devoré sui materiali naturali. E ancora plastiche di pregio come il rohdoid, e le nuove gomme ecologiche. Per stupire ecco l’effetto pietra, inteso come sfumature di colore (marezzature e nuances delle polveri minerali), ma anche come singolo pezzo, elemento di chiusura della borsa. Fra le sensazioni anche la pelliccia, sia come pelo, naturale e non, ma anche come “effetto”, creato dall’accostamento di moltissime perline o di frange corte atte proprio a dare la sensazione di un’applicazione pelosa. E non mancherà il metallo: profili, placchette, angoli e fili di ferro. E poi chiusure a scatto, zip e cerniere meccaniche (come quella della vecchia borsa del dottore). A completare il quadro, effetti vetrosi, lucidi, con anche vernici e superfici specchiate. Gli accostamenti materici si faranno azzardati: camoscio e vernice, camoscio e plastica, lana e pelle, vinile e vernice. E poi materie sintetiche per movimentare le superfici. Il prossimo sarà anche un inverno all’insegna del denim, non solo nell’abbigliamento.<br />
<strong>Colori</strong>: Tutta la linea dei colori grezzi delle pietre, dai marmorizzati agli effetti della polvere di roccia. I toni della palude, dai verdi ai marroni, ai ruggine fino al fango, che rimandano alla estrema naturalità di ambiti primordiali. E poi toni pieni, forti come blu lapis, ocra, amaranto, prugna.<br />
<strong>Stampe:</strong>Prevalentemente stampe animali, specie piccoli e medi rettili (iguana, geco, camaleonte), ma anche coccodrillo, particolarmente gettonato. Riproduzione di loghi in modo disinvolto o grafico per movimentare le superfici.<br />
Uomo Lui predilige borse esagerate, gigantesche, accanto alla linea business, che per “lui” non tramonta. Il borsello stenta a ritrovare una sua identità; a sostituirlo ancora incalzanti insoliti e ricchi marsupi, zaini e cinture attrezzate. La tecnologia, sempre più presente nel nostro quotidiano, dà vita a tutta una serie di accessori per contenerla: dal porta I-pad perfettamente dimensionato che diventa borsetta grazie al manico retrattile, fino ai porta cellulari di qualsiasi marca e modello.</p>
<p>FONTE: <a href="http://www.ilgiornale.it/milano/mipel/mauro_muzzolon-giorgio_cannara-export_pelletteria-pelletteria_italian-aimpes-mipel_fiera_milano-mifur-mipel/01-03-2012/articolo-id=574981-page=0-comments=1">IlGiornale.it</a></p>
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		<title>L’export traina il fatturato della pelletteria italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 09:55:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/export-56483_300x200.jpg"/></p><p>Trova conferma, anche nell’analisi dei dati a consuntivo 2011, l’andamento a due velocità che sta caratterizzando la congiuntura del settore pelletteria in questa delicata fase recessiva: da una parte il trend fortemente espansivo dell’export (+30%) negli 11 mesi dell’anno appena terminato; dall’altra una forte sofferenza del mercato interno (-3,3%). La forte spinta dell’export ha determinato il sensibile aumento dei livelli produttivi. Il fatturato stimato per il 2011 si attesta a 4,5 miliardi di euro con un incremento del 20,4% sull’anno precedente.</p>
<p>Il valore complessivo delle esportazioni a fine novembre ammontava a 3,8 miliardi, con una crescita superiore al 30% sugli 11 mesi del 2010 e superiore anche, già a novembre, a quanto esportato a tutto il 2010. Un ritmo quindi molto sostenuto, che ha riguardato tutti i segmenti produttivi del settore e che è determinato, anche in questo caso, da una consistente presenza di prodotti di alta fascia nel mix delle vendite sui mercati internazionali.</p>
<p>“E’ una tendenza ormai in atto da alcune stagioni – ha dichiarato <strong>Mauro Muzzolon</strong>, direttore generale <strong>Aimpes/Mipel</strong> – l’export regge ed anzi aumenta, mentre è sempre più in sofferenza il mercato domestico. La forte propensione all’esportazione ha consentito al settore di ammortizzare in parte gli effetti della crisi che sta attanagliando il nostro paese”. “Stanno inoltre emergendo prepotentemente paesi nuovi, fra cui il più dinamico sembra la Cina – continua Muzzolon – ormai appetibile anche per i produttori del lusso sostenibile e stanno riemergendo paesi come la Corea e la Russia. Il nostro prodotto non solo regge sui mercati internazionali ma conquista anche nuove fasce di consumatori, questa tendenza ci induce ad un moderato ottimismo che stempera una situazione economica europea piuttosto problematica”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pambianconews.com/l’export-traina-il-fatturato-della-pelletteria-italiana/" target="_blank">PambiancoNews</a></p>
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		<title>&#8220;Il successo nelle mani&#8221;: l&#8217;iniziativa di Fondazione Altagamma per la valorizzazione del lavoro manuale</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 17:26:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/altagamma-645912_300x200.png"/></p><p>Nei secoli gli incisori, gli orafi, i maestri d’ascia e gli artigiani di ogni mestiere hanno reso famosa l’Italia nel mondo.</p>
<p>Su questo inestimabile patrimonio di sapienza manuale hanno proliferato i mestieri artigiani e le arti e si è formato il gusto estetico che da sempre caratterizza il nostro Paese.</p>
<p>Nel Novecento, il connubio di questo saper fare con la creatività del genio individuale e con le continue innovazioni tecnologiche ha permesso la nascita e la crescita di un’industria manifatturiera che ha conquistato il mondo grazie ai suoi contenuti simbolici e alla sua qualità assoluta.</p>
<p>Il <strong>lavoro manuale</strong> soffre oggi di una crisi di vocazione, dovuta anche alla scarsa fascinazione che questi mestieri sono in grado di esercitare sui ragazzi nel delicato momento della scelta della loro carriera formativa.</p>
<p><strong>Fondazione Altagamma</strong> si è impegnata in un progetto di valorizzazione e promozione del lavoro manuale, chiamato <em>“<strong>Il successo nelle mani</strong>”</em>, che si rivolge in particolare agli studenti delle scuole medie inferiori e ai loro genitori, per invitarli a considerare l’avviamento ad una carriera di studi tecnico-professionali.</p>
<p>In collaborazione con il <strong>Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano</strong>, ha realizzato un filmato che ha l’obbiettivo di fornire una rappresentazione contemporanea del lavoro manuale, che invogli i ragazzi ad imboccare questo percorso. E’ stato quindi utilizzato un linguaggio per immagini adatto ai giovani, ma anche ai loro familiari, primi responsabili di scelte che spesso penalizzano il lavoro manuale.</p>
<p>Il film riporta una serie di testimonianze di imprenditori <strong>Altagamma</strong> (<strong>Gianmaria Buccellati, Vittorio Moretti, Ottavio Missoni, Carlo Riva</strong>) e alcuni nuovi talenti di altre imprese (<strong>Paolo Dazzara di illycaffè, Clemente Olivadoti di Bulgari, Federica Giorgi di Gucci, Francesco Rodriquez di Flos</strong>) che hanno basato sull&#8217;abilità manuale il loro successo e le loro prospettive di carriera.</p>
<p><em>“Sul lavoro manuale, integrato con le nuove tecnologie, si fonda il successo dei grandi marchi italiani.<br />
Con l’abilità delle mani i giovani possono rendere materia i sogni di milioni di persone, e costruire il loro futuro”</p>
<p><strong>Santo Versace</strong>, Presidente di Fondazione Altagamma</em><br />
&nbsp;<br />
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		<title>Al via la settimana della moda italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:11:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/moda-italiana-706977_300x200.png"/></p>Chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 5,5%, il settore affronta il 2012 all’ombra delle prospettive di una nuova crisi che potrebbe ridurre il fatturato complessivo del 5,2%. Nonostante questo, la macchina della moda si rimette in moto con passerelle, manifestazioni e fiere a partire dal 22 febbraio Il womenswear italiano si prepara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/moda-italiana-706977_300x200.png"/></p><p><em>Chiuso il 2011 con un fatturato in crescita del 5,5%, il settore affronta il 2012 all’ombra delle prospettive di una nuova crisi che potrebbe ridurre il fatturato complessivo del 5,2%. Nonostante questo, la macchina della moda si rimette in moto con passerelle, manifestazioni e fiere a partire dal 22 febbraio</em></p>
<p>Il womenswear italiano si prepara ad affrontare la grande incognita del 2012. E lo fa sfoderando una stagione di sfilate, eventi e fiere che riaccenderanno i riflettori sulla <strong>settimana della moda milanese</strong>. Il calendario della fashion week si apre, come di consueto, con i <strong>defilé di Milano Moda Donna</strong>, in calendario dal 22 al 28 febbraio, seguiti da <strong>White</strong> e dai tre saloni di <strong>Pitti immagine Touch!</strong>, <strong>neoZone</strong> e <strong>cloudnine</strong>, dal 25 al 27 febbraio.</p>
<p>Una stagione dedicata alle novità delle <strong>collezioni autunno-inverno 2012/13</strong> che si apre sotto lo spauracchio della crisi economica dopo un biennio che aveva visto il settore italiano della moda ritornare ai livelli pre crisi, quelli del 2008-2009. Secondo i <strong>Fashion Economic Trends</strong>, elaborati dalla <strong>Camera Nazionale della Moda Italiana</strong>, il settore si appresta a chiudere il 2011 con un fatturato di 63,5 miliardi di euro e una crescita del 5,5%, trainata soprattutto dalla brillante performance della filiera <strong>pelle-pelletteria-calzature</strong> e dell’export del terzo trimestre dell’anno. Una voce, quest’ultima, che continua ad avere un peso importante nel comparto e soprattutto nel womenswear superando i 6 miliardi di euro nel periodo gennaio-ottobre 2011, come evidenziano i dati Istat elaborati da Smi-Sistema moda Italia. Nel periodo gennaio-ottobre 2011 le esportazioni italiane di moda donna hanno segnato un incremento dell’11,6% grazie soprattutto al traino dei mercati extraeuropei che in complesso sono cresciuti del 17,1%.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>Europa, Francia e Germania</strong> continuano a occupare una posizione di riguardo come mercati di sbocco della moda femminile italiana, crescendo rispettivamente del 9,6% e del 15%, ma le performance migliori sono quelle registrate da paesi come <strong>Russia</strong> (+22,7%), <strong>Hong Kong</strong> (+25,5%), <strong>Cina</strong> (+29,5%) e <strong>Corea del Sud</strong> (+31,5%). Un quadro positivo quello del 2011, confermato anche dai dati relativi alla moda maschile che hanno visto il settore realizzare un fatturato di 8,4 miliardi di euro in crescita del 3,4% rispetto al 2010. Uno scenario che però, come prospettato dalla Cnmi, difficilmente si ripeterà in questi dodici mesi. Seppure l’impatto della recessione sarà più contenuto rispetto alla crisi del 2008-2009, il fatturato della moda italiana del 2012 potrebbe ridursi del 5,2%, con una performance dei mercati stranieri meno negativa (-3,1%) grazie alla crescita delle esportazioni verso i paesi extra europei (+2%). A fare le spese della recessione saranno soprattutto <strong>Stati Uniti, Giappone ed Europa</strong>, in particolare l’Italia in cui le misure di contenimento del deficit pubblico varate a dicembre dal Governo porteranno a una riduzione del reddito delle famiglie di 21,7 miliardi di euro. E tra i primi consumi a essere tagliati saranno quelli per l’abbligliamento, con una contrazione tra l’1,5% e il 2,5%.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.leiweb.it/moda/sfilate-moda/autunno-inverno-milano-2012/settimana-della-moda-milano-30512643158.shtml" target="_blank">LeiWeb.it</a></p>
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		<title>La pelletteria di Firenze aumenta più del 40% il proprio export verso i Paesi extra-Ue</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:47:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/logo-5603_300x110.gif"/></p><p><em>I dati del terzo Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani</em></p>
<p><a href="http://www.osservatoriodistretti.org/15-febbraio-2012-roma-presentazione-3-rapporto-osservatorio-nazionale-distretti" target="_blank">qui scaricabile il rapporto completo &gt;&gt;</a><br />
<a href="http://www.unioncamere.gov.it/P42A1018C160S123/Distretti--2011-fra-stasi-e-ripresa--difficolta-in-aumento-nel-2012.htm" target="_blank">qui il comunicato stampa e la dichiarazione &gt;&gt;</a></p>
<p>Un 2011 che per i per i distretti è risultato essere in bilico  fra stasi e ripresa, buono l&#8217;andamento dell&#8217;export che in alcuni ambiti ha un grande risveglio, calano le aziende che riducono l’organico, si investe, anche  se gli imprenditori evidenziano precise criticità, come la difficoltà di recupero dei crediti e la difficoltà a ottenere finanziamenti a causa della crisi finanziaria e puntano sulla sostenibilità.</p>
<p>Sul 2012, però, le imprese sono pessimiste: il problema occupazione si accentuerà. Questi, in estrema sintesi, gli elementi emersi ieri durante la presentazione dei risultati del <strong>3° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani</strong> realizzato attraverso il lavoro congiunto della <strong>Federazione dei Distretti Italiani</strong>, coordinatrice dei Rapporti annuali, con <strong>Unioncamere, Intesa Sanpaolo, Banca d’Italia, Censis, Cna, Confartigianato, Confindustria, Fondazione Edison, Fondazione Symbola </strong>e<strong> Istat</strong>, cioè tutti coloro che lavorano sulle dinamiche distrettuali.</p>
<p>Il <strong>3° Rapporto</strong> ha messo sotto la lente d’ingrandimento <strong>101 distretti</strong>, dove operano <strong>283mila aziende</strong>, con circa <strong>1,4 milioni di addetti</strong>, che rappresentano il 30% del totale manifatturiero. Di questi, il 38% coinvolge il settore tessile-abbigliamento, il 22% l’arredo-casa, il 12% l’agroalimentare, il 26% l’automazione e la metalmeccanica, il 2% la cartotecnica-poligrafici e l’1% la cultura.</p>
<p>Il <strong>3° Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani</strong> segnala che sul fronte produttivo nel 2011 sono stati registrati miglioramenti rispetto all’anno precedente. In particolare, secondo il <strong>Centro Studi di Unioncamere</strong>, la quota di aziende distrettuali che ha segnalato un incremento del fatturato, rispetto al 2010, è passata dal 34,3% al 39,9%, facendo meglio, peraltro, rispetto alle aziende manifatturiere collocate al di fuori di un distretto industriale (37,2%). Sembrano fare meglio rispetto alla media generale, i distretti della meccanica (nel 42,6% dei casi le imprese hanno dichiarato più fatturato), quelli del Nord Ovest (45,3%) e del Centro (45,5%) e le imprese esportatrici (41,2%).<br />
Parallelamente, però, cresce anche la quota di aziende che nel 2011 ha dovuto fare i conti con un calo del fatturato (dal 19,3% al 26%). I problemi riguardano soprattutto le micro imprese. Denunciano un calo di ordini e sono fortemente indebitate con il sistema bancario.</p>
<p>Come emerge dal contributo di <strong>Intesa Sanpaolo</strong> per il <strong>3° Rapporto</strong>, inoltre, se ci si concentra sulla distanza rispetto ai livelli pre-crisi, si nota come solo il settore alimentare sia già oltre i valori di fatturato del 2008. Tutti gli altri settori di specializzazione distrettuale sono lontani, con punte molto elevate nei distretti del sistema casa (mobili ed elettrodomestici), penalizzati dalla debolezza del mercato interno e dalle criticità presenti nel mercato immobiliare di molti importanti sbocchi commerciali esteri. Anche sul fronte della redditività il biennio 2010-11 ha rappresentato un anno di ripresa solo parziale. Il Roi, pur rafforzandosi, è rimasto distante dai livelli del 2008. Le imprese non sono riuscite a ripartire su una base sufficiente di fatturato i costi fissi, come il costo del lavoro e gli ammortamenti. Tra le specializzazioni distrettuali con margini contenuti e con deboli segnali di recupero, dopo il forte ridimensionamento del 2009, spiccano ancora una volta i distretti del sistema casa.</p>
<p>Sempre <strong>Intesa Sanpaolo</strong> mette in luce come il recupero emerso nei valori mediani di redditività e crescita non si sia tradotto in un ridimensionamento significativo della dispersione dei risultati, che sono rimasti molto polarizzati. In termini di variazione del fatturato, il differenziale tra imprese migliori e imprese peggiori si è addirittura ampliato. Nel 2010, infatti, la mediana della crescita del fatturato delle imprese distrettuali migliori è stata pari al 48,3%, mentre la mediana della variazione del fatturato delle imprese peggiori è stata pari al -24,4%, con uno scarto di quasi 73 punti percentuali (rispetto ai 57 punti del 2009).</p>
<p>L’occupazione nei distretti continua ad essere un nodo intricato. Tra il 2008 e il 2009 nei territori si sono persi circa 92.000 posti di lavoro. Sotto questo profilo, come rileva il contributo della <strong>Banca d’Italia</strong>, a partire dal 2007 e per tre anni consecutivi, il tasso di occupazione rilevato dall’<strong>Istat</strong> è calato nei distretti di tutte le aree geografiche in misura maggiore rispetto alle aree non distrettuali (il calo è stato superiore all’1% nel Centro-nord e del 3% nel Sud). La riduzione di addetti ha colpito soprattutto le piccole imprese (10-49 addetti), dove si concentra il 32% dell’occupazione. Dall’indagine <strong>Unioncamere</strong> contenuta nel <strong>3° Rapporto</strong> il quadro del 2011 risulta grave ma con segnali positivi rispetto al 2010. Le aziende che dichiarano di aver ridotto l’organico sono pari al 25,6% (era il 28% nel 2010) contro il 19% che rileva un aumento dell’occupazione (12% nel 2010). Ciò che preoccupa particolarmente, però, sono le previsioni per il 2012: le imprese che immaginano un calo dell’occupazione sono pari al 25%, contro soltanto il 6% che ne prevede un aumento. Questi dati risultano ancora più allarmanti nell’indagine <strong>Censis</strong>, dove il 43% degli intervistati prevede una diminuzione degli addetti e soltanto il 2,5% un aumento.</p>
<p>Il problema occupazionale nei distretti è il segnale di una molteplicità di fattori: difficoltà di creare vere opportunità di lavoro per le giovani generazioni; carenze del sistema di formazione che non permette il rafforzamento delle competenze professionali; una cultura d’impresa non sempre all’altezza di affrontare la crescente complessità dei mercati.</p>
<p>L’export resta il fattore di maggior dinamismo dei distretti. Aumenta con continuità. La percentuale delle imprese di distretto che ha segnalato incrementi delle vendite all’estero è passata dal 32,8% di fine 2010 al 38,1% di fine 2011.<br />
Le aziende distrettuali si aprono sempre di più ai processi di internazionalizzazione. Il 78% di quelle interpellate da <strong>Unioncamere</strong>, infatti, opera all’estero, a fronte del 68% di altre imprese non distrettuali prese a confronto nell’indagine. Non solo, secondo uno studio della <strong>Banca d’Italia</strong> contenuto nel <strong>3° Rapporto</strong>, nel 2011 l’export distrettuale ha superato (di circa mezzo punto) la media nazionale. In poche parole, si esporta più nei distretti che fuori dei distretti. Tanto che ben 48 realtà territoriali hanno superato i livelli di export registrati nel 2008 (finora l’anno record). In sostanza, gli sbocchi dei mercati esteri sono l’elemento che consente a gran parte dei distretti di contrastare la stagnante domanda interna.</p>
<p>Gli incrementi dell’export risultano più diffusi nei distretti della moda, dell’arredamento, dell’alimentare,dell’automazione, in quelli del Nord Est e nelle aziende di maggiori dimensioni. Un ulteriore elemento da sottolineare in questo quadro è la propensione di molte imprese ad allungare lo sguardo oltre i mercati più vicini. Non a caso, l’anno passato è stata riscontrata una riduzione del numero di aziende distrettuali operanti nel vasto mercato europeo (dal 55,8% del 2010 si passa al 48,7%), a fronte di uno sviluppo del numero di imprese operanti nei “nuovi” mercati, tale da registrare un aumento del 13,6% tendenziale.  Secondo i dati della <strong>Fondazione Edison</strong>, l’export verso i Paesi Ue dei distretti, pari a 27,7 miliardi di euro, è aumentato dell’8,3%, mentre quello verso i Paesi extra-Ue, pari a 23,8 miliardi di euro, risulta in crescita del 15%.</p>
<p>Straordinaria la performance conseguita in Cina, dove i distretti hanno toccato la cifra record di 606 milioni di euro di esportazione, erano 483 nel 2010. Molto bene è andata anche la Russia (+20,6%), mentre inizia ad acquisire un ruolo maggiore un altro Bric, il Brasile, dove le esportazioni, guidate dai distretti della meccanica, hanno raggiunto i 173 milioni di euro (dato Intesa Sanpaolo). In crescita anche Romania, Polonia, Arabia Saudita, Algeria, India e Usa.<br />
In termini numerici, sono ben 84 i distretti che nei primi nove mesi del 2011 hanno aumentato il proprio export verso i Paesi extra-Ue. Tra le performance migliori, superiori al 40% di incremento, si segnalano le macchine industriali di Treviso, le macchine utensili di Rimini, <strong>la pelletteria di Firenze</strong>, il tessile-abbigliamento di Perugia, gli insaccati di Modena.<br />
Sei distretti, invece, hanno messo a segno incrementi dell’export superiori al 30%: le macchine industriali di Vicenza, Bologna e Brescia, la carta di Lucca, il tessile-abbigliamento di Lecco e della Valsesia.</p>
<p>Parallelamente, i distretti che nei primi nove mesi del 2011 hanno visto aumentare il proprio export verso i mercati dell’Unione europea sono 83. Per 6 di questi l’incremento è stato superiore al 30%: le pietre ornamentali di Pietrasanta, l’elettronica dell’Etna Valley, gli oli di Lucca, le macchine industriali di Brescia, Bergamo e Varese. Altri 12 distretti hanno messo a segno un progresso del proprio export superiore al 20%. Tra questi, le calzature del Brenta Padovano e di Casarano-Tricase, il tessile-abbigliamento di Biella, la rubinetteria di Omegna e di Lumezzane, le macchine industriali di Vicenza e Treviso, le pompe di Reggio Emilia, gli articoli in gomma e materie plastiche di Alessandria.<br />
Ma c’è anche chi vede perdere terreno sul fronte dell’export rispetto al 2010. Precisamente, sono 18 i distretti coinvolti in questa inversione di tendenza. Svettano le piastrelle di Sassuolo, la rubinetteria del Lago d’Orta, gli apparecchi domestici di Treviso e Ancona, i mobili di Cantù, i divani delle Murge, gli aeromobili di Vergiate e le macchine industriali di Padova.</p>
<p>Il 2011 ha visto, nel complesso, un considerevole ampliamento della quota di aziende distrettuali che hanno dichiarato di avere effettuato nel corso dell’anno nuovi investimenti produttivi, passata dal 37,3% del 2010 al 57,5%, mentre il 33% prevede di ricorrere al credito per sostenere nuovi investimenti nel 2012. Un numero maggiore di imprese ha quindi ripreso a pianificare e impiegare risorse per la modernizzazione. Colpisce, pertanto, il fatto che ben il 30,4% delle aziende di distretto interpellate da Unioncamere per il 3° Rapporto ha affermato di avere incontrato difficoltà di accesso al credito negli ultimi 6 mesi e che, in molti casi, tali difficoltà si sostanziano in tassi più onerosi (indicati nel 36% dei casi).<br />
Le banche, comunque, in linea generale si stanno sforzando di riattivare il dialogo di conoscenza con i territori, aggiungendo nelle loro valutazioni elementi qualitativi.</p>
<p>Secondo un’indagine di <strong>Unioncamere</strong> contenuta nel <strong>3° Rapporto</strong>, il 22% (era l’8% nel 2010) delle aziende distrettuali analizzate dall’Osservatorio prevede la riduzione della produzione nel corso del 2012, quasi un terzo si attende un calo degli ordini interni e un quarto la contrazione della base occupazionale. Inoltre, rispetto ai dati del Rapporto 2010, si è ridotta la percentuale di chi prevede un incremento della produzione (dal 22,9% al 18,2%). Il pessimismo traspare anche dall’indagine<strong> Censis</strong> (interviste a 58 imprenditori e 72 rappresentanti delle strutture intermedie operanti all’interno di 34 distretti): il 67% degli imprenditori contattati ritiene che il distretto in cui opera sia in una fase di ridimensionamento (era il 58% nel 2010), mentre il 30% parla di tenuta e il 3% rileva una crescita. Rimane comunque elevato da parte dei distretti il grado di reazione agli eventi critici, tanto che alcuni di loro registrano performance di gran lunga superiori alla media del settore. La loro originalità di percorso e la loro vitalità restano esclusive. E’ dimostrato, inoltre, che governance efficienti influenzano in maniera determinante le performance delle imprese di distretto. In particolare, un’analisi elaborata da <strong>Confartigianato</strong> e contenuta nel <strong>3° Rapporto</strong> evidenzia l’esistenza di una correlazione positiva tra condizioni ambientali offerte dal territorio per “fare impresa” e capacità di produrre ricchezza. L’<strong>Indice della Qualità della Vita dei Distretti</strong> mostra anche quest’anno una forte correlazione positiva con il Pil pro capite, rivelando che la creazione da parte dei territori di migliori condizioni per la vita dell’impresa costituisce una condizione essenziale per aumentare la ricchezza del territorio. Viceversa, i “cattivi contesti” rallentano la crescita e non consentono alle risorse pubbliche destinate al territorio di innestare il volano dello sviluppo, depotenziando i processi di creazione di valore.</p>
<p>La diffusione delle tecnologie verdi nei distretti appare come un fenomeno in costante diffusione, che probabilmente porrà il Paese all’avanguardia da questo punto di vista. Più di un terzo delle aziende distrettuali ha realizzato o realizzerà a breve investimenti in tecnologie verdi, tanto che il tema della sostenibilità sta cambiando l’aspetto e l’organizzazione produttiva di molti territori. Se è vero, infatti, che nella maggior parte dei casi (53,8%) i nuovi investimenti verdi delle aziende distrettuali riguardano impianti e tecnologie per la riduzione dei consumi energetici, una quota altrettanto rilevante, pari al 30,5% delle imprese, intende procedere a modifiche sugli impianti al fine di ridurre l’impatto ambientale. Il 15,7%, infine, intende adottare nuove tecnologie per la realizzazione di prodotti ecocompatibili.</p>
<p>Il <strong>3° Rapporto</strong> prende in esame i distretti “verdi” del Veneto, laddove sono localizzate 35.200 aziende (il 10% a livello nazionale, il 24,3% del totale regionale) che negli ultimi quattro anni hanno investito in tecnologie a maggior risparmio energetico e/o a minor impatto ambientale. Si va dai distretti più “tradizionali”, come la concia di Arzignano, fino a quello delle energie rinnovabili di Belluno, passando per il distretto Refricold (che punta sulla produzione di frigoriferi e climatizzatori dall’elevato risparmio energetico), arrivando a quelli incentrati sui beni culturali e ambientali nel campo della bioedilizia e della riconversione in chiave green della filiera del legno.<br />
<strong>Chiara Mio</strong>, dell’Università Cà Foscari di Venezia, ha invece mappato lo stato dell’arte delle politiche di sostenibilità di 43 distretti italiani (rappresentativi delle 4A del Made in Italy: abbigliamento-moda, agroalimentare, arredo casa, automazione-meccanica), indagando su: conoscenza del tema, consapevolezza della rilevanza ai fini del posizionamento strategico aziendale e distrettuale, adozione di pratiche di responsabilità sociale nell’agire dei soggetti istituzionali e aziendali, aspetti sociali interni ed esterni.</p>
<p>E’ emerso, in particolare, un fatto emblematico. Interpellati sui benefici che si attendono dall’introduzione di pratiche di sostenibilità, i vertici distrettuali hanno segnalato una non sufficiente attenzione manifestata dalle banche nei confronti di questi fenomeni. In poche parole, la sostenibilità non è un elemento “pesante” in sede di contrattazione con un istituto di credito.  Alla complessità della fase congiunturale, i distretti stanno rispondendo con soluzioni articolate, rompendo almeno in parte con gli schemi del passato. Stanno cambiando e continueranno a cambiare, allentando alcuni legami interni, abbandonando alcune produzioni, ridefinendo i legami e i rapporti lungo la filiera produttiva in cui si innervano, generando imprese leader spesso poco collegate con la singola dimensione locale.</p>
<p>I distretti si configurano, in questo modo, non più solo come luoghi di produzione governati da meccanismi rigidi e ripetitivi imposti per lo più dal mercato, ma sistemi che necessitano di una visione culturale aperta e di una manutenzione continua delle competenze e dei valori di riferimento, sia della classe imprenditoriale, sia della forza lavoro. Emerge così un quadro in movimento, fatto di territori in cui la produzione organizzata in filiere, lunghe o corte, e il sistema delle reti assumono un valore sempre più profondo. I fenomeni di cambiamento più rilevanti nei distretti e nelle aziende distrettuali individuati dal <strong>Censis</strong> per il <strong>3° Rapporto</strong> risultano essere: la diffusione della cultura della responsabilità sociale;  il rafforzamento delle reti di subfornitura, le quali si stanno allungando, andando ben oltre i confini del territorio, con le finalità di razionalizzare i costi e acquisire le migliori competenze; l’innovazione che si moltiplica e assume aspetti diversi, non più fondata esclusivamente sull’elevata qualità del prodotto, ma su modi nuovi di dialogare con il cliente finale; il ruolo delle imprese leader, sempre più impegnate a controllare anche funzioni tipicamente terze rispetto al core business; la crescente attenzione verso tutta la componente commerciale, finalizzata ad un contatto più efficace e diretto con il cliente, ovunque esso si trovi; la presenza sempre più frequente di riconversioni produttive, totalmente differenti da quelle originarie e quindi anche l’emergere di nuove specializzazioni; l’operatività sui mercati esteri, che richiede l’acquisizione di nuove competenze professionali; il mantenimento di elevati livelli competitivi impone, anche alle imprese più piccole, un processo di modernizzazione attraverso l’inserimento di funzioni di intelligence.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.italiannetwork.it/news.aspx?id=33563" target="_blank">Italian Network</a></p>
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		<title>Anche l&#8217;Alta Scuola di Pelletteria Italiana per la corsa contro le mafie</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:31:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.altascuolapelletteria.it/wp-content/uploads/et_temp/dicorsacontrolemafie-52139_300x200.jpg"/></p><p><strong>Sabato 18 e domenica 19 febbraio</strong> si terranno due appuntamenti importanti di &#8220;Libera, la tua terra&#8221;, il progetto promosso dal Comune di Scandicci, con il patrocinio della Regione Toscana, a sostegno delle attività di Libera &#8211; associazioni, nomi e numeri CONTRO LE MAFIE, presieduta da Don Luigi Ciotti.</p>
<p>Il 18 febbraio &#8220;<strong>Vitamine per la scuola</strong>&#8220;, un&#8217;iniziativa di raccolta fondi coordinata dai comitati dei genitori dei tre Istituti comprensivi della città, che ha coinvolto migliaia di famiglie dagli asili nido alle scuole medie, attraverso l&#8217;acquisto collettivo di arance coltivate sui terreni confiscati alle mafie, al cui costo è stato aggiunto un sopraprezzo da destinare alle attività sulla legalità delle scuole. Circa 5000 kg di arance inonderanno le medie &#8220;G. Rodari&#8221;, &#8220;E. Fermi&#8221; e &#8220;A. Spinelli&#8221;, presso le quali sarà possibile ritirare il proprio ordine dalle ore 10 alle 12.</p>
<p>Domenica 19 febbraio alle 9,30 con partenza da piazza Matteotti, prenderà il via la Mezza Maratona Città di Scandicci &#8211; <strong>Di corsa contro le mafie</strong>, che accanto alla gara podistica giunta alla nona edizione, quest&#8217;anno prevede una passeggiata lungo le strade della città dedicata ai valori della legalità. Simboli della manifestazione sono l&#8217;immagine che Sergio Staino ha donato per la comunicazione visiva e la maglietta della legalità, realizzata con lo slogan e logo ideato dai ragazzi delle scuole medie di Scandicci vincitori del Concorso di idee &#8216;Al bando le mafie&#8217;. L&#8217;iscrizione alla passeggiata con la maglietta, per un costo di 8 euro, darà vita a un&#8217;azione importante di raccolta fondi che, unita alle altre iniziative del progetto, andrà a contribuire concretamente alla nascita di una nuova Cooperativa Libera Terra, che gestirà i beni sequestrati dal giudice Rosario Livatino (ucciso dalla mafia nel 1990) nella provincia di Agrigento.</p>
<p>Il progetto è possibile grazie sostegno del mondo delle imprese del territorio, in particolare di Unicoop Firenze che ha donato il pacco gara per gli atleti (composto da prodotti di Libera Terra) e dell&#8217;<strong>Alta Scuola di pelletteria italiana</strong> che ha donato la preziosissima maglietta simbolo della manifestazione, realizzata rigorosamente da cotone e maestranze made in Italy (5000 esemplari). Importante anche la collaborazione del sistema dell&#8217;associazionismo di Scandicci e non solo, come il Circolo Bella Ciao di Giogoli &#8211; che ha donato il viaggio premio ai luoghi di Don Milani e a Dacau-Mauthausen per i ragazzi vincitori del Concorso di idee sulle legalità &#8211; Arci Toscana, Uisp, Humanitas, il Social party, le Case del popolo di Vingone, Casellina e Badia a Settimo e l&#8217; associazione sportiva Podistica il Ponte organizzatrice della gara competitiva.</p>
<p>Il programma poi prevede venerdì 18 maggio la titolazione di un giardino pubblico a Rita Atrìa (giovanissima testimone di antimafia che si è tolta la vita dopo la scomparsa di Borsellino) alla presenza del Sindaco, del Presidente della Giunta Regionale, Enrico Rossi, e di don Luigi Ciotti.</p>
<p>Iscrizione alla Mezza Maratona e maglietta 8 euro.<br />
Percorsi: mini run (1,2 Km), Passeggiata (11,2 Km), gara podistica (21,098 Km);</p>
<p><em>Iscrizioni presso:</em> Gingerzone, piazza Togliatti, 1 (tel 055 2593933) dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 19; Centri Unicoop Firenze: Incoop via Aleardi 1, Scandicci; Centro Ponte A Greve, viale Nenni, Firenze; Ipercoop Lastra a Signa, via S. Maria a Castagnolo, Signa: giovedì 9 e 16 febbraio / venerdì 10 e 17 febbraio, ore 16 &#8211; 19; sabato 11 e 18 febbraio, ore 10 &#8211; 12 e 15 &#8211; 19;</p>
<p><em>Info:</em> Comune di Scandicci &#8211; Ufficio relazioni con il pubblico &#8211; Tel. 055 7591302/ 201;<br />
<strong><a href="http://www.scandiccicultura.it" target="_blank"> www.scandiccicultura.it</a></strong> e <strong><a href="http://www.comune.scandicci.fi.it" target="_blank">www.comune.scandicci.fi.it</a></strong><br />
Iscrizioni alla gara agonistica (KM 21,097): <strong><a href="http://www.podisticailponte.it" target="_blank">www.podisticailponte.it</a></strong></p>
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